Ogni spedizione va pianificata nel minimo dettaglio. Il trasporto su gomma è certamente la modalità più diffusa e apprezzata sul mercato, ma un’azienda logistica ha il dovere di valutare anche modalità alternative quando possibile. Ad esempio, una delle soluzioni più utilizzate sulle lunghe distanze è quella del trasporto intermodale che coniuga più modalità di trasporto per portare a compimento una spedizione.
In sostanza l’unita di carico utilizzata è sempre la medesima. Questa al momento del trasbordo da un vettore all’altro non viene trattata, anzi viene trasferita nella sua “forma originaria”.
Nel 1956 l’imprenditore statunitense, Malcolm McLean, mentre osservava il trasbordo della merce dai camion della sua azienda alla nave, pensò che caricare direttamente il camion sarebbe stato molto più semplice e veloce. Dato che caricare anche la motrice dei suoi mezzi sarebbe stato controproducente, progettò i primi container.
Tuttavia, nel 1967 la International Organization for Standardization creò un modello standard in modo che tutti i vettori si potessero omologare: il cosiddetto container ISO. È proprio questa unità di carico standardizzata che rende possibile il trasporto intermodale così come lo conosciamo e lo differenzia da altre forme di trasporto che contemplano l’utilizzo di più mezzi per una spedizione.
Attenzione alla terminologia: trasporto intermodale e trasporto multimodale
È facile confondere il trasporto intermodale con il trasporto multimodale. Quest’ultimo indica della merce che viaggia su diversi mezzi di trasporto per giungere a destinazione. A differenza però del trasporto intermodale non utilizza un’unità di carico standard come il container. Tra le diverse modalità contemplate nel settore dei trasporti è presente anche il trasporto combinato. Non è altro che un sottoinsieme del trasporto intermodale e definisce una spedizione in cui la maggior parte del tragitto si svolge per via ferroviaria o per via mare, limitando il più possibile l’utilizzo della modalità stradale.
Nella maggior parte degli stati dell’UE un trasporto viene definito come combinato quando la parte del tragitto effettuato per via ferroviaria o per vie navigabili deve è superiore ai 100 km, mentre quella su gomma deve essere limitata a 150 km.
I vantaggi del trasporto intermodale
Avvalersi di questa modalità di trasporto conferisce il vantaggio principale della mancanza di una rottura di carico. Il container viene trasbordato dai vettori così com’è senza bisogno di trattare la merce in questa fase.
L’utilizzo dei container, inoltre, garantisce una maggiore sicurezza per la merce trasportata. Possiamo definirli come “contenitori” particolarmente resistenti, protettivi e soprattutto difficilmente soggetti a furti.
Una delle domande più comuni sul trasporto intermodale è: quanto è economico? L’opinione comune porta a pensare che aumentando il numero di vettori impiegati il prezzo del trasporto sia destinato a lievitare. In realtà non è così. I costi del trasporto su gomma sono piuttosto volatili soprattutto durante le peak season. I costi del trasporto ferroviario e navale invece sono molto meno fluttuanti durante l’anno.
Inoltre, il trasporto intermodale può anche generare economie di scala. Quando i volumi presenti sul mercato sono rilevanti la domanda di trasporto intermodale cresce. Gli operatori del settore cercano di soddisfare le esigenze delle aziende logistiche offrendo i propri servizi a più clienti possibili, determinando così la riduzione del costo di trasporto per unità.
Ultimo aspetto, ma certamente non meno importante, è quello dell’ecosostenibilità. Il trasporto su gomma è uno dei maggiori imputati per le emissioni di CO2.
Gli svantaggi del trasporto intermodale
Il trasporto intermodale prevede anche un risvolto della medaglia caratterizzato da alcuni aspetti negativi. Come già indicato qualche paragrafo più su, è una modalità di trasporto adatto per mobilitare grandi volumi sulle lunghe distanze. Sulle brevi e medie distanze invece il trasporto su gomma resta ancora la modalità più efficiente.
L’efficacia delle soluzioni intermodali in un’area geografica dipende dalla presenza di terminal ed interporti, così come dalla disponibilità di servizi di collegamento ferroviario con i punti d’arrivo selezionati dal cliente. Quando questi vengono meno l’unica alternativa resta il trasporto su gomma.





